‘World Wild Web’

veDrò 2009 -  Working Group 08: World Wild Web

La realtà del web ha determinato cambiamenti sociali e culturali straordinari, favorendo un maggior livello di libertà e partecipazione su scala globale. L’avvento di tecnologie sociali del web 2.0, che consentono la collaborazione di massa (social network e dei social-media ), sta rendendo gli utenti sempre più protagonisti e responsabili. Al contempo, queste novità comportano sfide nuove nel rapporto tra istituzioni ed individui e nell’equilibrio tra sicurezza e libertà.

L’accesso libero, la neutralità della rete e la rimozione degli ostacoli tuttora esistenti alla diffusione della conoscenza rappresentano ormai un diritto fondamentale di libertà e insieme un fattore di crescita delle economie, della creatività e della democrazia  a livello globale. In questo contesto il potenziamento delle infrastrutture nel nostro paese risulta vitale.

Tutto ciò obbliga alla definizione di un quadro di diritti e doveri che sia condiviso a livello internazionale (Carta dei diritti sulla Rete : dove l’Italia ha già svolto un ruolo di avanguardia)  e statuale. Si sente il bisogno di un assetto che tenga conto di una realtà in continuo cambiamento, che ascolti i protagonisti, favorisca  criteri di autoregolamentazione. Bisogna garantire che le regole definite oggi non impediscano l’espansione della conoscenza, della informazione e la creazione di nuovi modelli di business di domani. In particolare va tutelata la proprietà intellettuale impedendo atti appropriazione indebita.

L’attuale normativa italiana è nata senza tenere conto delle peculiarità del web e il tentativo di applicare al mezzo delle logiche che non gli sono proprie si rivela in molti casi inadeguato. Il quadro normativo è caotico, con disposizioni difficilmente coordinabili. Questo si traduce in una perdita di efficacia dei meccanismi di tutela. L’esigenza è quindi quella di un processo di riordino e semplificazione che porti a un punto di equilibrio tra i diversi interessi contrapposti: se da un lato infatti è forte l’esigenza di garantire la libertà di espressione e le enormi potenzialità di sviluppo connesse all’utilizzo di Internet, dall’altro è importante assicurare la tutela di diritti garantiti dalla Costituzione e dalle leggi vigenti.

Il mondo di Internet non coincide e non si esaurisce con il mondo del World Wide Web. È necessario infatti distinguere tra produzione e fruizione della realtà della letteratura ipertestuale (web 2.0), mera fruizione (peer-to-peer) e/o produzione di contenuti quali audio, video, immagini e documenti (web 1.0), e forme di comunicazione diretta audio-video (voice over ip). Pertanto gli interventi di regolamentazione del mondo della Realtà Virtuale dovranno coerentemente tenere conto delle suddette diversità di utilizzi possibili e contenuti fruibili, avendo cura di salvaguardare la neutralità nei confronti della rete globale.


In tale direzione il Working Group 8 di veDrò 2009 ritiene necessario perseguire i seguenti obiettivi:

1) raggiungere un punto di equilibrio tra libertà di espressione e tutela dalle aggressioni ai diritti della persona attraverso un rafforzamento del sistema di segnalazione e rimozione dei contenuti illeciti a seguito di accertamento dell’Autorità Giudiziaria (l’Internet Service provider non deve assumere il ruolo di censore) e la responsabilizzazione degli utenti in ordine ai contenuti che pubblicano online;

2) favorire i processi di formazione e alfabetizzazione all’interno di famiglia, scuola e società civile, promuovendo un uso corretto, responsabile e consapevole delle nuove tecnologie.

Le modalità proposte per il perseguimento di tali obiettivi

L’incompatibilità dei tempi dei processi normativi con l’evoluzione delle nuove tecnologie fa sì che il legislatore nazionale o internazionale non possa impegnarsi in una normazione di dettaglio che abbia per ambizione quella di normare l’uso delle singole tecnologie e dei problemi che da tale uso possono derivare. Si ritiene pertanto utile che i processi normativi abbiano per obiettivo esclusivamente l’armonizzazione dei principi che devono sovrintendere all’utilizzo delle nuove tecnologie. Tale processo potrebbe realizzarsi attraverso il ricorso a:

1) convenzioni internazionali (sia per quello che riguarda la collaborazione nella repressione del crimine informatico, che per quello che riguarda la definizione dei  principi di riferimento generale sui diritti);

2) codici deontologici (ad esempio chilling effects: un organismo che raccoglie le informazioni su casi di violazione dei diritti su Internet e facilita la comprensione delle ragioni per cui determinati contenuti sono stati rimossi dalla rete);

3) diritto penale leggero da utilizzare come extrema ratio.

I contenuti degli interventi normativi dovrebbero quindi vertere su:

1) i diritti della persona (individuazione di una posizione di equilibrio tra la libertà di utilizzo delle nuove tecnologie per la comunicazione di idee e opinioni e la responsabilità dell’utente che ha pubblicato il contenuto);

2) i sistemi di promozione e incentivazione di e-commerce (e-business);

3) il diritto d’autore (promozione di nuovi modelli di e-business idonei a massimizzare la circolazione e la fruibilità dei contenuti garantendo a un tempo una giusta remunerazione per i titolari dei diritti).

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