Note sul convegno di Altroconsumo su Internet, diritto d’autore e libertà di informazione
Attilio Romita ci scrive:
Ho assistito al lungo convegno organizzato da Altroconsumo e vorrei condividere con Voi alcune impressioni “a pelle” che ne ho ricavate.
La mattinata
La tavola rotonda della mattina è stata moderata da Stefano Quintarelli di NNSQUAD. E’ stata la prima uscita “romana” di NNSQUAD ed alcune slide di presentazione di questa iniziativa erano inserite nella cartellina di documentazione che ALTROCONSUMO ha consegnato a tutti gli intervenuti.
La tavola rotonda ha avuto un tranquillo sviluppo e gli interventi, talvolta conditi da qualche commento del moderatore, hanno avuto uno sviluppo in linea con il tema e potrei definirli istituzionali. E’ giusto che la rete sia sufficientemente libera, gli Internet Provider non dovrebbero essere responsabili di comportamenti illegali degli utenti, i prodotti dell’ingegno devono avere una certa qual protezione, forse la SIAE è un carrozzone del tutto inutile.
Dopo la tavola rotonda di apertura, ha fatto un intervento il Commisario Europeo dei consumer affairs, la On. Meglena Kuneva che ha descritto gli aspetti di Governance che l’Europa nel suo insieme e le realtà nazionali devono tener presenti nei riguardi della Rete.
Con questo intervento si è conclusa la mattinata.
Nel pomeriggio la musica è cambiata completamente.
La tavola rotonda, composta essenzialmente da politici, era moderata da un immoderato Alessandro Gilioli che ben presto, volendo difendere le sue idee, dal mio punto di vista non sempre condivisibili, ha ottenuto il solo scopo di scatenare la bagarre. Io ho avuto la sensazione che Gilioli avesse ben piantata una sua idea, e questo è ammissibile, ma voleva a tutti i costi dimostrare che la sua idea era quella giusta, e questo ad un moderatore non è concesso.
Il primo a subire l’attacco è stato il sen. D’Alia che ha cercato pacatamente di difendere il suo emendamento ed ha ammesso che era migliorabile. Il moderatore su questa ammissione si è scatenato in una serie di malcelati inutili sarcasmi. I successivi interventi dell’On. Cassinelli e Melandri sono stati in tema, ma abbastanza piatti.
L’intervento dell’sen. Perduca potrei giudicarlo fuori tema perché, ma forse estremizzo, mi è sembrato che volesse sostenere che viviamo in uno stato non democratico ed illiberale perché c’è una autorità, aggiungo io fortunatamente liberamente eletta, che vuole vietarci di fare quello che ci pare.
Il successivo intervento è stato dell’On. Palmieri e l’aria si è cominciata a riscaldare perché Palmieri non è caduto nella trappola delle provocazioni del piccolo Santoro Gilioli. Il moderatore voleva quasi costringere l’on. a dichiarare che all’on. d’Alia doveva essere vietato di presentare un emendamento che aveva quantomeno delle imprecisioni tecniche. La pacata risposta è stata quasi ovvia: ognuno è libero di presentare una proposta di legge ed il Parlamento può accettarla, se la condivide, o rifiutarla e questo non crea vulnus di nessun tipo alla libertà ed alla democrazia.
A questo punto è arrivata la on. Carlucci e sia Palmieri che Cassinelli hanno lasciato il tavolo.
La bagarre ha avuto inizio con Gilioli che ha completamente lasciato il compito di moderatore per vestire i panni del polemista a senso unico. La On. Carlucci che, indipendentemente dalla qualità buona o cattiva della sua proposta, è uno stecco di fosforo vicino alla fiamma, è caduta nella pania della provocazione. Due o tre interventi dal pubblico tesi a difendere una libertà illiberale del popolo della rete che deve essere autorizzato a far tutto hanno aggiunto inutili fuochi di paglia..
Fortunatamente gli uscieri della Camera dei Deputati alle 18 avevano l’ordine di chiudere la Sala.
L’impressione finale è che ciascuno sia entrato in sala con una sua idea preconcetta ben precisa e ne sia uscito con una idea perfettamente uguale.
Prima o poi forse impareremo ad ascoltare prima di parlare….forse potremo avere dei vantaggi.
Attilio A. Romita

Nel numero di Maggio 2009 di Wired l’editoriale di Riccardo Luna è dedicato a “Io Amo Internet”! Raccontando la storia del suo post “Frammenti di un discorso amoroso”, conclude:


