Note sul convegno di Altroconsumo su Internet, diritto d’autore e libertà di informazione

2009 aprile 24
by davidorban

Attilio Romita ci scrive:

Ho assistito al lungo convegno organizzato da Altroconsumo e vorrei condividere con Voi alcune impressioni “a pelle” che ne ho ricavate.

La mattinata

La tavola rotonda della mattina è stata moderata da Stefano Quintarelli di NNSQUAD. E’ stata la prima uscita “romana” di NNSQUAD ed alcune  slide di presentazione di questa iniziativa erano inserite nella cartellina di documentazione che ALTROCONSUMO ha consegnato a tutti gli intervenuti.

La tavola rotonda ha avuto un tranquillo sviluppo e gli interventi, talvolta conditi da qualche commento del moderatore,  hanno avuto uno sviluppo in linea con il tema e potrei definirli  istituzionali.  E’ giusto che la rete sia sufficientemente libera, gli Internet Provider non dovrebbero essere responsabili di comportamenti illegali degli utenti, i prodotti dell’ingegno devono avere una certa qual protezione, forse la SIAE è un carrozzone del tutto inutile.

Dopo la tavola rotonda di apertura, ha fatto un intervento il Commisario Europeo dei consumer affairs, la On. Meglena Kuneva che ha descritto gli aspetti di Governance che l’Europa nel suo insieme e le realtà nazionali devono tener presenti nei riguardi della Rete.

Con questo intervento si è conclusa la mattinata.

Nel pomeriggio la musica è cambiata completamente.

La tavola rotonda, composta essenzialmente da politici, era moderata da un immoderato Alessandro Gilioli che ben presto, volendo difendere le sue idee, dal mio punto di vista non sempre condivisibili, ha ottenuto il solo scopo di scatenare la bagarre. Io ho avuto la sensazione che Gilioli avesse ben piantata una sua idea, e questo è ammissibile, ma voleva a tutti i costi dimostrare che la sua idea era quella giusta, e questo ad un moderatore non è concesso.

Il primo a subire l’attacco è stato il sen. D’Alia che ha cercato pacatamente di difendere il suo emendamento ed ha ammesso che era migliorabile. Il moderatore su questa ammissione si è scatenato in una serie di malcelati inutili sarcasmi. I successivi interventi dell’On. Cassinelli e Melandri sono stati in tema, ma abbastanza piatti.

L’intervento dell’sen. Perduca potrei giudicarlo fuori tema perché, ma forse estremizzo, mi è sembrato che volesse sostenere che viviamo in uno stato non democratico ed illiberale perché c’è una autorità, aggiungo io fortunatamente liberamente eletta, che vuole vietarci di fare quello che ci pare.

Il successivo intervento è stato dell’On. Palmieri e l’aria si è cominciata a riscaldare perché Palmieri non è caduto nella trappola delle provocazioni del piccolo Santoro Gilioli. Il moderatore voleva quasi costringere l’on. a dichiarare che all’on. d’Alia doveva essere vietato di presentare un emendamento che aveva quantomeno delle imprecisioni tecniche. La pacata risposta è stata quasi ovvia: ognuno è libero di presentare una proposta di legge ed il Parlamento può accettarla, se la condivide, o rifiutarla e questo non crea vulnus  di nessun tipo alla libertà ed alla democrazia.

A questo punto è arrivata la on. Carlucci e sia Palmieri che Cassinelli hanno lasciato il tavolo.

La bagarre ha avuto inizio con Gilioli che ha completamente lasciato il compito di moderatore per vestire i panni del polemista a senso unico. La On. Carlucci che, indipendentemente dalla qualità buona o cattiva della sua proposta, è uno stecco di fosforo vicino alla fiamma, è caduta nella pania della provocazione. Due o tre interventi dal pubblico tesi a difendere una libertà illiberale del popolo della rete che deve essere autorizzato a far tutto hanno aggiunto inutili fuochi di paglia..

Fortunatamente gli uscieri della Camera dei Deputati alle 18 avevano l’ordine di chiudere la Sala.

L’impressione finale è che ciascuno sia entrato in sala con una sua idea preconcetta ben precisa e ne sia uscito con una idea perfettamente uguale.

Prima o poi forse impareremo ad ascoltare prima di parlare….forse potremo avere dei vantaggi.

Attilio A. Romita

Un numero di Wired dedicato a “Io Amo Internet”

2009 aprile 23
by davidorban

Nel numero di Maggio 2009 di Wired l’editoriale di Riccardo Luna è dedicato a “Io Amo Internet”! Raccontando la storia del suo post “Frammenti di un discorso amoroso”, conclude:

Ora per dire a tutti “Amo Internet” vorremmo fare un numero intero di Wired. E vorremmo farlo con voi: scegliere assieme a voi le storie, le firme, le immagini e la copertina. Per farne un Manifesto. Per farci sentire, e far capire agli altri che la rete è importante. Perché magari, è la tesi di qualcuno, non sono cattivi quelli che legiferano. Sono solo ignoranti. Non sanno di non sapere. Aiutiamoli.

Raccogliamo la sfida di Riccardo! Creiamo un numero di Wired insieme?

Internet, navigare migliora la produttività

2009 aprile 4
by emilabirascid

Chi lo fa entro un 20% del tempo lavoro, piu’ produttivo del 9%

(ANSA) - SYDNEY, 3 APR - Navigare in Internet per passatempo, in orario di lavoro, aumenta la produttivita’. Lo ha scoperto uno studio australiano.Lo studio sul Workplace Internet Leisure Browsing (Wilb),condotto del prof. Coker,conclude che chi naviga in internet sul lavoro,entro un limite del 20% del tempo totale,e’ piu’produttivo di circa il 9%.Se il tempo in rete e’eccessivo,l’effetto e’opposto.Su 300 impiegati si dedica al Wilb il 70% : per lo piu’notizie, giochi online e YouTube.

Sicurezza YouTube

2009 aprile 3
by emilabirascid

Dal comunicato stampa che Google ha diffuso oggi

COMUNICATO STAMPA

Google annuncia il Centro Sicurezza di YouTube in versione italiana

Realizzato in collaborazione con istituzioni e organizzazioni impegnate sul fronte della sicurezza in Rete, intende fornire agli utenti un valido ausilio per muoversi sul web in modo responsabile e sicuro

Milano, 3 aprile 2009 – Come anticipato lo scorso febbraio in occasione del Safer Internet Day, Google annuncia oggi la disponibilità della versione italiana del Centro Sicurezza di YouTube, che contiene consigli di uso pratico e link a risorse che offrono supporto per affrontare nel modo migliore le principali problematiche del mondo online.

Il Centro Sicurezza di YouTube copre temi quali cittadinanza digitale, incitamento alla violenza via web, violazione della privacy, cyber bullismo, fornendo per ciascuno spiegazioni, materiali e contatti per la segnalazione rapida di eventuali abusi o usi scorretti delle risorse Web o, semplicemente, per un approfondimento dell’argomento.

Accessibile mediante un link collocato sulla parte bassa di qualsiasi pagina di YouTube.it, il servizio è stato realizzato con la preziosa collaborazione di:

- Save the Children (www.savethechildren.net), che, con il progetto Stop.it (www.stop-it.org), dal 2002 lotta contro lo sfruttamento sessuale a danno dei minori su Internet e tramite Internet

- 114 Emergenza Infanzia (www.114.it) per la sezione relativa agli abusi sui minori

- Telefono Azzurro (www.azzurro.it) per la problematica relativa a molestie, bullismo e cyber bullismo

- Centro per lo Studio e la Prevenzione dei Disturbi dell’Umore e del Suicidio (www.prevenireilsuicidio.it)

- Polizia Postale e delle Comunicazioni (www.commissariatodips.it), per le sezioni protezione degli adolescenti, furti di identità, spam e phishing.

Con 2-3 miliardi di nuove pagine pubblicate sul web ogni giorno, il monitoraggio dei contenuti di Internet è praticamente impossibile. Per questo, da sempre, per Google l’educazione a un uso responsabile del Web è una priorità alla quale dedica energie e risorse, portando avanti azioni di sensibilizzazione, collaborando con istituzioni e organizzazioni impegnate su questo fronte e attuando iniziative come il Centro Sicurezza presentato oggi.

“E’ nostro intento sensibilizzare sull’importanza di sentirsi tutti parte della comunità della Rete e di contribuire a un uso responsabile del Web, segnalando tempestivamente ogni contenuto non appropriato mediante l’uso degli strumenti che siti di condivisione di contenuti online quali YouTube mettono a disposizione. Perché anche su Internet devono valere le regole di una cittadinanza responsabile e, così come nella vita reale, nessuno può essere spettatore passivo di episodi quali bullismo o violenza”, ha dichiarato Marco Pancini, European Policy Counsel di Google per l’Italia.

Tra le altre, recenti iniziative di Google in questa direzione, la Guida alla sicurezza online per la famiglia scaricabile a questo link: http://sites.google.com/site/guidasicurezzaonline. Una pubblicazione che ha l’obiettivo di offrire ai genitori un supporto nell’educazione dei piccoli nativi digitali, perché non corrano rischi online e divengano dei futuri netizen attenti e responsabili.

Questa e altre iniziative si inseriscono in un progetto più ampio che vede Google partner delle istituzioni italiane ed europee. Tra queste, il programma Teach Today (http://en.teachtoday.eu) indirizzato agli insegnanti e la collaborazione con Telefono Azzurro per la campagna informativa ed educativa contro il bullismo lanciata lo scorso febbraio, per cui Google ha messo a disposizione il canale YouTube: www.youtube.com/telefonoazzurro

Parlamento Europeo vs D’Alia e Carlucci

2009 aprile 1
by gianlucadettori

Credo valga la pena riportare la notizia del Parlamento Europeo.

Approvando con 481 voti favorevoli, 25 contrari e 21 astensioni la relazione di Stavros LAMBRINIDIS (PSE, EL), il Parlamento rileva che Internet «dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione» sancita dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e «può rappresentare una straordinaria opportunità per rafforzare la cittadinanza attiva». Tuttavia, osserva che la libertà di espressione e la privacy su Internet possono essere esposte «a intrusioni e limitazioni da parte di soggetti privati e pubblici» e che il web può anche essere utilizzato per incitare al terrorismo e commettere cybercrimini. Chiede quindi di combattere questi fenomeni «con efficacia e determinazione», ma sottolinea che il diritto che gli Stati membri si arrogano di intercettare e controllare il traffico su Internet «non può essere giustificato dalla lotta al crimine». Rileva inoltre che l’accesso a Internet «non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private». A tal fine formula una serie di raccomandazioni al Consiglio.
 
Censura e controllo da parte degli Stati membri
 
Gli Stati membri sono chiamati a garantire che la libertà di espressione «non sia soggetta a restrizioni arbitrarie da parte della sfera pubblica e/o privata», e a «evitare tutte le misure legislative o amministrative che possono avere un effetto dissuasivo su ogni aspetto della libertà di espressione». Il Parlamento chiede al Consiglio di condannare la censura imposta dai governi al contenuto che può essere ricercato sui siti Internet, «soprattutto quando tali restrizioni possono avere un effetto dissuasivo sul discorso politico». Dovrebbe inoltre  garantire che l’espressione di convinzioni politiche controverse su Internet «non sia perseguita penalmente». Inoltre, dovrebbe assicurare che nessuna legge o prassi possa limitare o criminalizzare «il diritto dei giornalisti e dei media di raccogliere e distribuire informazioni a scopo di cronaca». 
 
A fronte di queste considerazioni, raccomanda al Consiglio di fare in modo che gli Stati membri che intercettano e controllano il traffico di dati, lo facciano «nel rigoroso rispetto delle condizioni e delle garanzie previste dalla legge». Dovrebbe inoltre invitare i governi a garantire che le ricerche in remoto, se previste dalla legislazione nazionale, siano condotte «sulla base di un valido mandato delle autorità giudiziarie competenti», e a giudicare inaccettabili  le procedure semplificate (per condurre le ricerche in remoto rispetto alle ricerche dirette), «poiché violano il principio di legalità ed il diritto alla riservatezza». 
 
Il Consiglio dovrebbe anche esaminare e fissare dei limiti al “consenso” che può essere richiesto e estorto agli utilizzatori, sia da parte di governi che di società private, a rinunciare a parte della loro privacy. E’ inoltre chiamato a «limitare, definire e regolamentare in maniera rigorosa» i casi in cui una società di Internet privata può divulgare dati alle autorità governative, e garantire che l’uso di detti dati da parte di queste «sia soggetto alle norme più severe sulla protezione dei dati». Il Parlamento sollecita gli Stati membri a individuare tutte le entità che utilizzano la sorveglianza della rete e a redigere relazioni annuali, accessibili al pubblico, «garantendo la legalità, la proporzionalità e la trasparenza». 
 
Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire il diritto dei cittadini di accedere ai propri dati personali e, se del caso, di ritirarli dal web. Infine, il Consiglio dovrebbe invitare Stati membri e Commissione a prendere l’iniziativa per la definizione di norme internazionali per la protezione dei dati personali, la sicurezza e la libertà di espressione su Internet. E’ anche invitato a esortare tutti gli attori interessati a impegnarsi nel processo in corso della “Carta dei diritti di Internet”.
 
Cybercriminalità - lottare contro il furto d’identità e tutelare i bambini
 
La truffa e l’usurpazione d’identità sono un problema che autorità, cittadini e imprese iniziano a riconoscere. Il Consiglio dovrebbe quindi considerare che “l’identità digitale” «merita di essere adeguatamente ed efficacemente protetta da intrusioni di operatori pubblici e privati». Dovrebbe quindi invitare la Presidenza e la Commissione a esaminare e sviluppare una strategia globale di lotta contro la “cybercriminalità”, compresi i modi di affrontare la questione del “furto d’identità” e frode a livello europeo, in collaborazione con i fornitori di Internet, le organizzazioni degli utenti e le autorità di polizia competenti per settore.
 
Il Parlamento chiede al Consiglio di promuovere programmi volti a proteggere i bambini e a educare i genitori, e fornire uno studio d’impatto sull’efficacia di quelli esistenti, tenendo conto in particolare dei giochi online che hanno come principali destinatari i bambini e i giovani. Chiede anche di spronare tutti i produttori di computer dell’UE a preinstallare software di facile attivazione per la protezione dei minori. Approvando un emendamento proposto da Roberta ANGELILLI (UEN, IT), l’Aula chiede al Consiglio di esortare gli Stati membri ad aggiornare la legislazione a tutela dei minori che utilizzano Internet, in particolare introducendo il reato di grooming (adescamento online dei minori a scopo sessuale).
 
Il Consiglio è infine invitato a adottare una direttiva sulle misure penali finalizzate al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, vietando al contempo, il controllo e la sorveglianza sistematici di tutte le attività degli utilizzatori su Internet e garantendo che le sanzioni siano proporzionate alle infrazioni commesse. Al riguardo, dovrebbe anche rispettare la libertà di espressione e combattere l’incitamento alla “cyber-violazione” dei diritti di proprietà intellettuale, «comprese talune eccessive restrizioni di accesso instaurate dagli stessi titolari di diritti di proprietà intellettuale». 

Internet: Wimax parte dall’Umbria

2009 marzo 29
by emilabirascid

Nuova tecnologia wireless diventa realta’ anche in Italia
(ANSA) - TODI (PERUGIA) 27 MAR - E’ un successo il primo test pubblico dei servizi Wimax del primo operatore nazionale indipendente, Aria, realizzato a Todi. L’inizio dall’Umbria, dove Alcatel Lucent ha costruito per l’operatore 20 stazioni base in 21 comuni, per fornire la banda larga a quelle zone svantaggiate dal punto di vista dei servizi di telecomunicazione, non raggiunte dalla fibra ottica o dall’Adsl. Entro giugno saranno 250 le base station installate. L’investimento complessivo di Aria sara’ di 60 mln.

Le libertà fondamentali su Internet secondo la UE

2009 marzo 27
by guidoscorza

Dopo settimane di cattive notizie e di tentativi più o meno ragionati di imbavagliare la Rete in nome del diritto d’autore, dell’antipedofilia dal sapore di anti-pirateria o piuttosto dell’esigenza di difendersi dalle “istigazioni alla mafia” a mezzo Facebook, finalmente, da Strasburgo arriva una notizia davvero buona: il Parlamento Europeo con 481 voti favorevoli, 25 contrari e 21 astensioni, ha approvato una Raccomandazione con la quale richiama l’attenzione del Consiglio sull’esigenza di un equo contemperamento tra i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini e degli utenti su Internet e la pur necessaria repressione di fenomeni illeciti posti in essere on-line. Relatore della Raccomandazione, Stavonos Lambrinidis,  il Parlamentare greco nella foto  qui sotto.

Si tratta di una lettura irrinunciabile per tutti quelli che “amano Internet” e vogliono usarlo in modo “libero e responsabile”.

20061109lambrinidis-1

Quando sei in una chat, saluta cordialmente!

2009 marzo 26
by davidorban

In Corea del Sud insegnano la netiquette alle elementari, come si vede nel video della PBS. (Ne dà notizia Stefano Quintarelli, introducendo il nuovo tag semantico <indivia>)

Anche Nòva parla del controllo della rete

2009 marzo 26
by davidorban

La voglia di controllo della rete

Sul numero di Nòva de Il Sole 24 Ore oggi in edicola è stato pubblicato un articolo dal titolo “La voglia di controllo della rete”. L’articolo di Massimo Mantellini riassume le varie vicende legislative italiane mettendole a confronto con l’atteggiamento negli altri paesi e conclude:

Manca insomma quella convenzione sociale che si è creata in molti Paesi della imprescindibilità della rete, del grande valore legato alla condivisione e mescolamento di opinioni differenti, della pratica formidabile dell’educarsi online al rispetto delle altrui diversità. In assenza di questa dignità minima condivisa può succedere di tutto. E di tutto infatti è quello che sta tristemente accadendo in questo Paese che ha deciso che internet deve essere riprogrammata a misura di chi non la conosce.

(L’articolo non è disponibile sul sito di Nòva, ma non penso che si tratti di una censura contro Internet…)

Internet piace al Vaticano

2009 marzo 26
by davidorban

rapido-sviluppo

Nella sua ultima lettera apostolica Giovanni Paolo II ha scritto, riferendosi ad internet, “Il rapido sviluppo delle tecnologie nel campo dei media è sicuramente uno dei segni del progresso dell’odierna società.” Aggiungendo successivamente con esplicita menzione: “Le nuove tecnologie, in particolare, creano ulteriori opportunità per una comunicazione intesa come servizio al governo pastorale e all’organizzazione dei molteplici compiti della comunità cristiana. Si pensi, ad esempio, a come internet non solo fornisca risorse per una maggiore informazione, ma abitui le persone ad una comunicazione interattiva.”