L’oblio digitale?

2009 luglio 1
by davidorban

image by Namlhots

La nuova proposta di legge sul diritto all’oblio su internet al momento non ha raccolto consensi dal mondo online. Ne parla per esempio Guido Scorza in due post “Una legge contro la memoria lunga della Rete” e “Vietato ricordare: il dibattito è aperto“.

È curioso che il mondo digitale possa apparire così forte e minaccioso, mentre rispetto alle precedenti forme di conservazione della conoscenza soffre di una grande fragilità e temporaneità. Guardando la proposta di legge, sembra che a spaventare sia soprattutto l’efficenza e lo spirito egualitario della rete. Vengono descritte infatti in modo molto generico “allorché sussista un meritevole interesse pubblico”, “purché risulti un oggettivo e rilevante interesse pubblico” le eccezioni alle prescrizioni della legge. Inapplicabili e arbitrarie, come quelle che regolano la legislazione sulla trasparenza degli atti amministrativi che vede in Italia accolte poche decine di domande all’anno, rispetto alle centinaia di migliai nei paesi dove il cittandino non deve giustificare perché vuole sapere che cosa l’amministratore fa. Analogamente, con questa proposta si rischia di istituire classi diverse di persone che utilizzano la rete, e che possono accedere alle informazioni, in base ad un sistema di permessi.

Concorso video “Io Amo Internet”

2009 giugno 30
by davidorban

Partecipa al concorso video internazionale per lo spot di 60 secondi di “Io Amo Internet”:

Come Internet ha cambiato e sta cambiando in meglio la mia vita? Quali opportunità sta creando? E perché è così importante? Dalle piccole cose alle più grandi… Queste le domande da cui partire per creare i vostri video di amore per la rete. Potete essere ironici o romantici, riflessivi o spiritosi, seri o scherzosi. Ma una cosa non deve mancare: il cuore, la passione. Nel vostro video ricordatevi di utilizzare tutti i loghi che trovate all’interno dei materiali scaricabili: il logo IO AMO INTERNET, e i loghi di Wired e Telecom Italia, promotori dell’iniziativa.

L’insieme dei vostri video ha l’ambizione di diventare una sorta di VideoManifesto, il primo in Italia, sull’importanza della rete e della sua valorizzazione. Una sfida che Zooppa ha raccolto per voi insieme a Wired e Telecom Italia, alla quale non potete mancare.

Voi che attraverso la rete state costruendo qualcosa di assolutamente nuovo nel mondo.

Il concorso è promosso da Wired e Telecom Italia sulla piattaforma di Zooppa.

Disegna il logo dell’Intergruppo Parlamentare 2.0

2009 giugno 22
by marcopancini

L’Intergruppo Parlamentare 2.0 ha lanciato qualche giorno fa il concorso online per la creazione di un proprio logo. Il concorso è aperto a tutti fino al 15 luglio, si vince una visita al Parlamento e una cena con i membri dell’Intergruppo, che dichiarano di aver bisogno di “un simbolo che ci rappresenti e ci renda riconoscibili agli occhi di tutti gli utenti della rete come ciò che siamo: una piattaforma di dialogo tra cittadini, imprese e istituzioni.”
Mi sembra una bella iniziativa in un’ottica di collaborazione diretta tra politica e cittadini. E soprattutto un’ottima opportunità di poter discutere direttamente con i nostri policy makers. Pensiamoci!

Logicamente il logo dovrà essere rilasciato con licenza Creative Commons :)

Il DDL intercettazioni ed Internet

2009 giugno 12
by marcopancini

Ogni normativa che vada ad impattare su un mezzo di comunicazione deve tenere conto della sua specificità.
Questo è vero sopratutto per Internet, in relazione al ruolo sempre più importante che sta occupando nella crescita economica e culturale del nostro Paese e per le grandi opportunità che offre in termini di disintermediazione, capacità di interazione e di partecipazione.
Un ulteriore esempio di come alcuni recenti provvedimenti legislativi vanno in una direzione opposta è il comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge a proposito delle “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali”, su cui il Governo ha posto ieri la fiducia. Questa norma mira ad estendere anche ai “siti informatici” le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali. In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore del Corriere della sera… L’utilizzo dell’espressione generica “siti informatici” è molto preoccupante, in quanto sembra comprendere sia tutti coloro che producono contenuti, siano essi operatori professionali (ad esempio, la testate giornalistiche online) o semplici utenti (ad esempio, i blogger amatoriali), sia le piattaforme che ospitano questi contenuti, come ad esempio le piattaforme di contenuti creati dagli utenti come YouTube ed i social network come Facebook.
Ai gestori di siti, pagine web e blog amatoriali non dovrebbero essere richiesti adempimenti propri dei mezzi di informazione professionali e quindi sproporzionati rispetto ad attività di tipo amatoriale o comunque non lucrative. Come le piattaforme di accesso ai servizi e contenuti digitali non possono essere considerate responsabili per i contenuti generati dagli utenti.
Quest’ultimo principio è chiaramente stabilito dalla legge sul commercio elettronico che prevede l’esenzione di responsabilità dell’hosting service provider in relazione ai contenuti ospitati ma creati da terzi.

Tra l’altro qualche settimana fa la Commissione Trasporti e Comunicazioni della Camera aveva approvato un ordine del giorno su questo disegno di legge in cui si sottolineavano chiaramente le criticità legate al riferimento generico ai “siti informatici” e si suggeriva che l’obbligo di rettifica riguardasse solamente i giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione, escludendone quindi i gestori di siti amatoriali (lo stesso Sottosegretario Romani ha data il proprio consenso a questo approccio).

È sullo stesso concetto che si fonda il progetto di legge degli Onorevoli Roberto Cassinelli e Antonio Palmieri, recante “Modifiche all’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, in materia di definizione e disciplina del prodotto editoriale”, volto a far sì che “coloro i quali sfruttano la rete Internet per esprimere le proprie idee, attraverso, per esempio, i blog, possano utilizzare liberamente le moderne tecnologie, sempre nel rispetto delle leggi, senza però essere soffocati da inutili, e talvolta inopportuni, vincoli burocratici.”

Le ultime notizie sembranno comunque incoraggianti. Si può leggere sul Blog dell’Intergruppo Parlamentare 2.0 che il Presidente della Commissione Telecomunicazioni della Camera, On. Mario Valducci, ha presentato ieri un ordine del giorno, riprendendo i contenuti del parere approvato dalla sua Commissione, nel quale si invita il Governo ad “assumere tutte le opportune iniziative per assicurare che in fase di applicazione” delle disposizioni contenute nella legge sulla stampa come modificata dal ddl intercettazioni “siano applicate nel senso di porre l’obbligo di rettifica a carico degli autori dei contenuti diffamatori” (e non, quindi, ai gestori di piattaforme che ospitano contenuti realizzati da terzi). In base ad un’interpretazione stretta, queste norme sarebbero comunque applicabili solo alla stampa e chi produce contenuti in modo professionale. Resta comunque l’ambiguità di fondo e la sensazione che la natura della Rete sfugga a molti politici. Da questo punto di vista l’iniziativa di un’indagine parlamentare su Internet per permettere la diffusione della cultura digitale potrebbe essere una delle soluzioni del problema.
La strada che porta all’affermazione della specificità della Rete e dei diritti dei navigatori è comunque ancora molto lunga.

Città dei Ragazzi a Vimercate, Nati nella rete

2009 giugno 6
by emilabirascid

La città di Vimercate (in provincia della neonata Monza-Brianza) organizza dal 6 al 14 giugno un evento che si chiama Città dei Ragazzi, manifestazione annuale che per l’edizione 2009, in occasione del quarant’esimo anniversario dalla nascita di Arpanet, è interamente dedicata a internet con l’obiettivo di promuoverne l’utilizzo consapevole tra i più giovani (senza trascurare i genitori che li accompagnano). Qui il sito con il programma

“Creiamo un decalogo che sia di stimolo e controllo delle attività digitali della PA”

2009 giugno 2
by Attilio Romita

 Con lo stimolo e la collaborazione di Laura Strano e Flavia Marzano  ho inziato l’attività “Creiamo un decalogo che sia di stimolo e controllo delle attività digitali della PA”

Ho creato il sito condiviso per la redazione del decalogo. http://padigitale.pbworks.com/Decalogo-della-PA-digitale

La mia idea è di inserire “comandamenti” che GIA’ fanno parte delle leggi della Repubblica Italiana. E per questa ragione “strategica” non ho fatto riferimento alla  proposta Vita-Vimercati  che tutti ci auspichiamo possa diventare legge al più presto.

Vorrei, come specificato nelle regole, che il decalogo sia l’inizio dell’operazione “spina nel fianco” la cui missione è “le leggi son…poniamo mano ad esse”.

Se siete d’accordo partiamo con il “volantinaggio”; se la pensate diversamente, parliamone.

Il decalogo dovrebbe essere pronto per subito dopo il periodo elettorale per essere proposto a parlamentari di tutti gli schieramenti e possa cominciare la sua vita prima dell’estate.

Invito tutti a leggere commentare ed emendare il testo pubblicato su PBWORKS.

Non abbiamo molto tempo per cui è necessario lavorare alacremente ed in molti.

Ovviamente se non potremo riscontrare una parteciapazione “corposa” chiuderemo la proposta, ma sarà una triste occasione perduta.

Cominciamoci a lavorare e a diffonderlo

Grazie a tutti per la collaborazione e l’aiuto.

Internet in Italia: la realtà

2009 giugno 1
by davidorban

L’amico Marco Montemagno dice:

Con Tiziana Cera Rosco, ispirati dal video di Lost Generation, abbiamo scritto questo testo su Internet e l’Italia.


(Vedi il video su YouTube)

Veramente molto ben costruito: semplice ed efficace. Complimenti a Marco e a Tiziana!

Italia in Rete: a margine di un incontro

2009 maggio 21
by Attilio Romita

Oggi si è svolto nella sede del Partito Democratico un incontro di analisi e proposte sulla situazione Italiana della Rete, della Larga Banda, dell NGM (New Generation Network).

La sede era politica, ma posso dire ad onor del vero che di politico c’era solo …il poster alle spalle degli oratori tanto i toni sono stati pacati, tecnici ed interessanti.

Questa nota, redatta a caldo, non vuole essere una completa e dettagliata relazione dell’evento e la scrivo perché vorrei solo comunicarvi alcune impressioni o pensieri che l’incontro a suscitato in me.

L’apertura è stata fatta dal padrone di casa , on. Gentiloni, che pacatamente, come sua abitudine, ha sottolineato la necessità di una azione maggiormente incisiva per lo sviluppo di una rete che possa fornire a tutti gli Italiani la capacità di usare le mille ed una possibilità che la rete mette a disposizione. E’ da tenere in giusta evidenza che oltre al gap dovuto ad una  rete non eccessivamente avanzata, abbiamo anche un forte gap di utenza. La proposta operativa è stata di fissare un target economicamente sostenibile e di perseguire fermamente la strada per raggiungerlo. Come sussidio pratico all’idea due proposte: facilitare lo e-commerce riducendo l’IVA sulle transazioni on line; spingere la RAI ad una nuova edizione di “Domani non è troppo …per imparare INTERNET”.

L’intervento successivo, “le condizioni di Partenza”, è stato del prof. Maurizio Decina del Politecnico di Milano. L’illustrazione dell’attuale situazione Italiana non è delle più rosee e la copertura con Larga banda vera non è così diffusa, ma è interessante notare che il 47% delle famiglie italiane non ha un computer e del restante 53% dei fortunati possessori di un computer la metà non accede ad Internet.

Questo dato numerico ha scatenato una mia personale considerazione: sicuramente è giusto costruire una rete efficace ed efficiente, ma occorre iniziare a fornire una buona istruzione INTERNET agli Italiani e, forse, fare in modo che la PA si muova verso una reale fornitura di servizi facile, veri ed appetibili. Nell’intervallo in un colloquio informale, presenti Gentiloni e Bassanini, mi sono permesso di suggerire che forse era il caso di cominciare a far prendere la patente prima di riempire il garage di Ferrari a disposizione di Tutti.

Intervento successivo, “il quadro regolatorio”, è del il Cons. Nicola, D’Angelo Commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. E’ stata una carrellata su possibili vincoli e facilitazioni che sono l’attuale legislazione italiana ed europea prevede per la realizzazione compiuta delle reti.

A questo punto c’è stato il primo piatto forte della giornata: la tavola rotonda degli Amministratori Delegati delle maggiori imprese “fornitrici di rete”. Il tema è stato comune: abbiamo fatto, facciamo e faremo investimenti, ma essendo imprese ci deve essere una remunerazione industriale. Lo svolgimento è stato abbastanza “scaldato” da uno scontro a distanza Bernabè, Telecom, Parisi ,Fastweb. Bernabè ha parlato come se Telecom fosse l’unica in Italia a fare investimenti ed che spesso viene portata in tribunale per richieste di danni sulle quali gli altri lucrano. Pronta risposta di Parisi che ha spuntato il colpo Bernabè dichiarando che Telecom era stata ad intentare cause agli altri, ed avendo perso, ha dovuto pagare ed ha informato che Fastweb ha fatto e sta facendo un grande investimento in fibra ottica per il cui uso c’è un accordo industriale con Teleco. Il resto della tavola rotonda abbastanza consueto visto l’alto livello degli interlocutori che tutto volevano tranne che apparire dei Paperoni.

Ha chiuso la mattinata l’intervento di Dario Franceschini che praticamente ha ribadito la necessità di decidere e fare azioni capaci di facilitare lo sviluppo della larga banda per non permettere che l’Italia scenda gradini. Importante il fatto che Franceschini abbia ribadita la necessità che oltre a “ferri ed antenne” sia sviluppata una forte azione di adeguamento culturale del 50% delle famiglie italiane poco interessate alle nuove tecnologie.

Il pomeriggio è iniziato con il “Rapporto Caio” illustrato dallo stesso autore, Ing Francesco Caio profondo esperto internazionale sulle problematiche per lo sviluppo della rete.

Francesco Caio, Responsabile del Gruppo di studio per la progettazione della rete a banda larga ultra-veloce promosso dal governo UK, ha redatto per conto del Governo Italiano uno studio che esamina la situazione italiana e definisce un’ articolato ventaglio di sviluppi. Inutilmente incalzato dalle domande del giornalista Massimo Giannini, l’ing Caio non si è lasciato sfuggire quale è la soluzione che vedrebbe più opportuna per l’Italia. Il Consulente studia e propone, gli Altri decidono.

Ha concluso l’interessante giornata una tavola rotonda più politica. Franco Bassanini, che ha avuto il merito, alcuni anni fa, di essere l’autore di una legge per la facilitazione degli atti amministrativi anche con l’uso di tecnologie moderne, ha ripreso il tema favorito e ha sollecitato imprenditori e politica ad intraprendere azioni congiunte per aggiungere i Servizi della PA alla Rete. Solo in questo modo le persone capiranno l’utilità della rete, la useranno e questo uso favorirà la remunerazione anche delle imprese che avranno partecipato. Nicola Zingaretti ha illustrato  l’operazione di attrezzaggio di Roma e Provincia con dispositivi wireless gratuiti per l’accesso alla Rete e, soprattutto, ha pubblicizzato l’iniziativa che la provincia ha iniziato per l’alfabetizzazione Internet anche delle fasce più anziane.

Interventi di routine, ma non me ne vogliano, di Giulio Napolitano e Luigi Vimercati.

Chiusura istituzionale del padrone di casa Paolo Gentiloni.

Partecipare a questi eventi è sempre importante perché in un giorno si apprendono molte più cose che in 15 giorni di intensa navigazione Internet.

Mi dispiace per le cose che ho dimenticato di dire e me ne scuso con i relatori. Non sono sicuro di essere stato sempre aderente allo spirito degli interventi, ma ho tentato, forse invano, di non tradire le idee di nessuno ….ed ho scritto quello che più mi ha colpito.

Tre sbagli e sei fuori anche per la stampa

2009 maggio 17
by davidorban

In Francia hanno approvato la legislazione che toglie l’accesso a internet a chi è stato accusato per tre volte di infrangere la legge sul copyright. Ed Felten, del blog Freedom To Tinker e docente a Pricenton, ha proposto che questo tipo di protezione possa essere estesa anche ad altri media non solo quelli digitali:

Una modesta proposta: “tre sbagli e sei fuori” per la stampa

Ieri il Parlamento francese ha adottato la proposta per la creazione di un sistema del tipo “tre sbagli e sei fuori” per buttar fuori da Internet quegli utenti che vengano accusati per tre volte di aver violato il diritto d’autore.

È un’idea talmente buona che andrebbe applicata anche agli altri media. Ecco la mia modesta proposta per estendere il sistema dei “tre sbagli e sei fuori” alla stampa.

Il sistema che propongo è la semplicità incarnata. Il governo crea un’anagrafe con i nomi degli accusati di violazioni. Chiunque può inviare una denuncia all’anagrafe, asserendo che qualcuno sta violando il proprio diritto d’autore. Se l’anagrafe governativa riceve tre denunce contro una persona, questa viene bandita per un anno dall’uso della stampa.

Come nel caso di Internet, il divieto si applica sia in lettura che in scrittura, e a tutti gli usi della stampa, inclusi quelli informali. In breve, una persona a cui viene vietato l’accesso alla stampa non potrà leggere o scrivere alcunché per un anno.

Qualche detrattore potrebbe argomentare che il divieto nell’uso della stampa sarebbe difficile da imporre e che bandire le comunicazioni sulla base di semplici accuse di aver fatto qualcosa di sbagliato solleva dei problemi riguardo il diritto al giusto processo e alla libertà di parola. Ma se questi aspetti non ci preoccupano nello contesto di Internet, perchè mai dovrebbero preoccuparci in quest’ambito?

Si, con il divieto d’accesso alla stampa qualche studente non potrà fare i compiti, qualche adulto s’imbatterà in inconvenienti di poco conto nella vita di tutti i giorni e qualche piantagrane non potrà partecipare - o neppure ascoltare - ai dibattiti politici. Forse ci staranno più attenti la prossima volta, prima di mettersi nella posizione di essere accusati di violazioni al copyright.

In breve, il sistema dei “tre sbagli e sei fuori” è un’idea positiva tanto per la stampa quanto per Internet. Quale sarà il primo Paese a farlo proprio?

Una volta adottato il sistema dei “tre sbagli e sei fuori” per la stampa, potremo passare agli altri media. I prossimi della lista: “tre sbagli e sei fuori” per le onde sonore e le onde luminose. Questi media sono troppo importanti per essere lasciati privi di tutela.

Traduzione di NEXA

Il Vaticano ama internet, ed anche noi.

2009 maggio 16
by micheleficara

Dopo avere ricevuto questa mail, credo di potere affermare (al di sopra di ogni ragionevole dubbio) che il Vaticano AMA INTERNET …

:)