Le libertà fondamentali su Internet secondo la UE

2009 marzo 27
by guidoscorza

Dopo settimane di cattive notizie e di tentativi più o meno ragionati di imbavagliare la Rete in nome del diritto d’autore, dell’antipedofilia dal sapore di anti-pirateria o piuttosto dell’esigenza di difendersi dalle “istigazioni alla mafia” a mezzo Facebook, finalmente, da Strasburgo arriva una notizia davvero buona: il Parlamento Europeo con 481 voti favorevoli, 25 contrari e 21 astensioni, ha approvato una Raccomandazione con la quale richiama l’attenzione del Consiglio sull’esigenza di un equo contemperamento tra i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini e degli utenti su Internet e la pur necessaria repressione di fenomeni illeciti posti in essere on-line. Relatore della Raccomandazione, Stavonos Lambrinidis,  il Parlamentare greco nella foto  qui sotto.

Si tratta di una lettura irrinunciabile per tutti quelli che “amano Internet” e vogliono usarlo in modo “libero e responsabile”.

20061109lambrinidis-1

4 Responses leave one →
  1. 2009 marzo 27

    salve a tutti.
    mi sembra un gran bel BUONGIORNO questa notizia e ne riparleremo stasera con Lawrence Lessig che come sapete arriva a Milano per Meet The Media Guru in Mediateca Santa Teresa…una bella occasione per ritrovarsi, fare domande al nostro ospite e raccogliere anche per AMOINTERNET alcuni pareri. Chi di voi sarà presente? mg

  2. 2009 marzo 27

    purtroppo staserà non ci sarò in quanto sono a roma per una tavola rotonda sui social media al Forum della Comunicazione, ma vi penserò !

    :-)

    in relazione all’interessante articolo premierò lo sforzo digitale di questa nazione andando in vacanza da loro …

    spesso le ricadute analogiche dell’ottimo lavoro fatto sul digitale sono molto laterali … ma tangibili !

  3. 2009 marzo 27

    Non illudiamoci troppo, le raccomandazioni EU sembrano fatte per non essere seguite dai governi nazionali.
    Ma avete ragione: e’ una bella notizia !!!
    E quindi: non abbassiamo la guardia.

  4. 2009 marzo 31

    Le raccomandazioni sono atti non vincolanti per cui l’Italia può fare orecchie da mercante ancora per diverso tempo prima che l’Unione ci costringa ad uniformarci con atti più efficaci. La nostra è una situazione parecchio triste: le sortite D’Alia / Carlucci, gli indegni risultati del report 2009 Nokia Siemens sulla connettività italica. Come dice Mauro non abbassiamo la guardia, ma qui mi sembra che arrivano colpi da tutte le parti… :-)

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