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	<title>Commenti a: Italia in Rete: a margine di un incontro</title>
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	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 00:07:00 +0000</pubDate>
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		<title>Di: donatella cambosu</title>
		<link>http://www.amointernet.it/blog/italia-in-rete-a-margine-di-un-incontro.html/comment-page-1#comment-230</link>
		<dc:creator>donatella cambosu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 15:04:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.amointernet.it/?p=150#comment-230</guid>
		<description>Ciao Attilio, vada per l’amica.

Io mi sono vista il Rapporto Caio, apprezzo molto che sia pubblico, presenta diversi spunti interessanti e anche un approccio differente dalle solite consulenze strapagate, ma dice anche il noto e stranoto e cose che personalmente non condivido.

(Ah!, con tutto il rispetto per il dott.Caio, 1, per quale motivo dovrei fidarmi ciecamente dei dati di un atto pubblico visto che gli stessi portati da Caio sconfessano quelli della Telecom su ADSL; 2, non credo che il suo documento possa considerarsi un atto pubblico essendo lui un privato consulente che ha fatto un lavoro per il governo e non un dipendente dell'amministrazione dello Stato).

Premesso tanto, caro Attilio, sono convinta che le nostre visioni del problema “banda larga per tutti” siano più vicine di quanto può sembrare, solo che io sono un po’ più scettica di te circa la possibilità che in un Paese come il nostro sia sufficiente l’arrivo di un Caio o Sempronio per schiacciare l’acceleratore e superare nell’arco di qualche anno (già troppi, visto che in ambito tecnologico equivalgono a secoli) il gap con altri Paesi europei.

Credo che sia invece possibile in tempi rapidissimi, se si vuole davvero recuperare, puntando maggiormente sul wi-fi pubblico, abbattendo barriere anche di tipo legale allo sviluppo del wi-fi (vedi Decreto Pisanu) e ragionando sulla liberalizzazione delle licenze anche su frequenze più basse. 
E’ chiaro che uno sviluppo serio deve essere organico e diversificato, bisogna certamente portare avanti e accelerare su fibra, rame e wi-max, aggiungo però che andrebbe anche fatto qualche piccolo investimento sull’espansione della rete attuale attraverso tecnologie a basso costo come il wireless, magari non potente quanto la fibra ma sufficiente per fare ciò che la maggior parte della gente in Internet fa.

In questo modo, si potrebbe forse risparmiare qualche risorsa economica da dedicare al problema cui tu accenni: quello culturale.

Hai ragione, questo è un grande problema, infatti il divario digitale è divario culturale, in un doppio senso: chi non ha avuto ancora accesso alla società digitale, in parte non ne sente probabilmente la necessità (AHI!) e quindi non crea nemmeno la domanda di banda sul mercato che renderebbe facile gli investimenti dei grossi player; è chiaro che da qui a venire la differenza tra chi usa la rete e chi non lo fa sarà sempre più marcata. Pensa che i nativi digitali sembra che già ragionino e apprendano secondo schemi mentali diversi dai loro genitori (v. articolo di Luca Tremolada su Nova del 14 maggio, molto interessante)  proprio grazie (o purtroppo, ancora non si sa) all’uso delle nuove tecnologie.

E’ vero quello che dici che agli italiani non frega nulla di Internet, ma bisogna anche farglielo assaggiare, rendere chiaro il valore di Internet, che non è affatto chiaro per tutti. E’ da lì che bisogna partire per creare cultura in chi ancora non ce l’ha: avvicinarlo alla rete con cose semplici ma utili o divertenti o belle o nuove o cose che non saprebbero mai senza il web.
 In fondo nell’ultimo anno FB ha fatto molto di più per portare gli italiani su Internet di chiunque altro.

Secondo te perché nella telefonia mobile invece siamo ai vertici delle classifiche noi italiani? Secondo me perché è facile e di immediata utilità.

Insomma, convertire più italiani si può, bisogna semplicemente rispondere alla loro domanda: “Che me ne faccio io di Internet, non è roba per me”. 

Quindi, ci vuole la banda per tutti subito e low cost; ci vuole informazione seria sull’argomento Internet e non la demonizzazione che spesso ne fa la TV; ci vogliono i servizi WEB (della PA, della scuola, delle banche e tutti gli altri) e non gli stessi servizi di prima ma online, su piattaforme semplici da utilizzare alla portata di tutti; ci vuole divulgazione anche sulle barriere tecniche, in quanto in genere chi diserta la rete è uno che diserta l’uso del computer, crede che bisogna capirne di tecnologia per usarla, cosa che oggi (grazie anche al web 2.0) non è; ci vogliono persone come te o me che nel loro piccolo diffondono il verbo.

E, ribadisco, bisogna partire dalla scuola. Che non sono solo bambini, ma famiglie intere (fatte di mamme, papà, sorelle, fratelli, nonni, zii, cugini), insegnanti, di vari ordini e gradi, un universo in cui la conoscenza può avere una velocità di propagazione notevole.
D’altronde, non credo che sia possibile recuperare gap con l’alfabetizzazione dei pensionati, bisogna portarci oltre il gap saltando a piè pari, puntando sulle generazioni future.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Attilio, vada per l’amica.</p>
<p>Io mi sono vista il Rapporto Caio, apprezzo molto che sia pubblico, presenta diversi spunti interessanti e anche un approccio differente dalle solite consulenze strapagate, ma dice anche il noto e stranoto e cose che personalmente non condivido.</p>
<p>(Ah!, con tutto il rispetto per il dott.Caio, 1, per quale motivo dovrei fidarmi ciecamente dei dati di un atto pubblico visto che gli stessi portati da Caio sconfessano quelli della Telecom su ADSL; 2, non credo che il suo documento possa considerarsi un atto pubblico essendo lui un privato consulente che ha fatto un lavoro per il governo e non un dipendente dell&#8217;amministrazione dello Stato).</p>
<p>Premesso tanto, caro Attilio, sono convinta che le nostre visioni del problema “banda larga per tutti” siano più vicine di quanto può sembrare, solo che io sono un po’ più scettica di te circa la possibilità che in un Paese come il nostro sia sufficiente l’arrivo di un Caio o Sempronio per schiacciare l’acceleratore e superare nell’arco di qualche anno (già troppi, visto che in ambito tecnologico equivalgono a secoli) il gap con altri Paesi europei.</p>
<p>Credo che sia invece possibile in tempi rapidissimi, se si vuole davvero recuperare, puntando maggiormente sul wi-fi pubblico, abbattendo barriere anche di tipo legale allo sviluppo del wi-fi (vedi Decreto Pisanu) e ragionando sulla liberalizzazione delle licenze anche su frequenze più basse.<br />
E’ chiaro che uno sviluppo serio deve essere organico e diversificato, bisogna certamente portare avanti e accelerare su fibra, rame e wi-max, aggiungo però che andrebbe anche fatto qualche piccolo investimento sull’espansione della rete attuale attraverso tecnologie a basso costo come il wireless, magari non potente quanto la fibra ma sufficiente per fare ciò che la maggior parte della gente in Internet fa.</p>
<p>In questo modo, si potrebbe forse risparmiare qualche risorsa economica da dedicare al problema cui tu accenni: quello culturale.</p>
<p>Hai ragione, questo è un grande problema, infatti il divario digitale è divario culturale, in un doppio senso: chi non ha avuto ancora accesso alla società digitale, in parte non ne sente probabilmente la necessità (AHI!) e quindi non crea nemmeno la domanda di banda sul mercato che renderebbe facile gli investimenti dei grossi player; è chiaro che da qui a venire la differenza tra chi usa la rete e chi non lo fa sarà sempre più marcata. Pensa che i nativi digitali sembra che già ragionino e apprendano secondo schemi mentali diversi dai loro genitori (v. articolo di Luca Tremolada su Nova del 14 maggio, molto interessante)  proprio grazie (o purtroppo, ancora non si sa) all’uso delle nuove tecnologie.</p>
<p>E’ vero quello che dici che agli italiani non frega nulla di Internet, ma bisogna anche farglielo assaggiare, rendere chiaro il valore di Internet, che non è affatto chiaro per tutti. E’ da lì che bisogna partire per creare cultura in chi ancora non ce l’ha: avvicinarlo alla rete con cose semplici ma utili o divertenti o belle o nuove o cose che non saprebbero mai senza il web.<br />
 In fondo nell’ultimo anno FB ha fatto molto di più per portare gli italiani su Internet di chiunque altro.</p>
<p>Secondo te perché nella telefonia mobile invece siamo ai vertici delle classifiche noi italiani? Secondo me perché è facile e di immediata utilità.</p>
<p>Insomma, convertire più italiani si può, bisogna semplicemente rispondere alla loro domanda: “Che me ne faccio io di Internet, non è roba per me”. </p>
<p>Quindi, ci vuole la banda per tutti subito e low cost; ci vuole informazione seria sull’argomento Internet e non la demonizzazione che spesso ne fa la TV; ci vogliono i servizi WEB (della PA, della scuola, delle banche e tutti gli altri) e non gli stessi servizi di prima ma online, su piattaforme semplici da utilizzare alla portata di tutti; ci vuole divulgazione anche sulle barriere tecniche, in quanto in genere chi diserta la rete è uno che diserta l’uso del computer, crede che bisogna capirne di tecnologia per usarla, cosa che oggi (grazie anche al web 2.0) non è; ci vogliono persone come te o me che nel loro piccolo diffondono il verbo.</p>
<p>E, ribadisco, bisogna partire dalla scuola. Che non sono solo bambini, ma famiglie intere (fatte di mamme, papà, sorelle, fratelli, nonni, zii, cugini), insegnanti, di vari ordini e gradi, un universo in cui la conoscenza può avere una velocità di propagazione notevole.<br />
D’altronde, non credo che sia possibile recuperare gap con l’alfabetizzazione dei pensionati, bisogna portarci oltre il gap saltando a piè pari, puntando sulle generazioni future.</p>
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		<title>Di: Attilio A. Romita</title>
		<link>http://www.amointernet.it/blog/italia-in-rete-a-margine-di-un-incontro.html/comment-page-1#comment-227</link>
		<dc:creator>Attilio A. Romita</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 18:42:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.amointernet.it/?p=150#comment-227</guid>
		<description>Il commento dell'amica (posso permettermi) Donatella inizia con un fraternamente, ma prosegue con una serie di sciabolate che ucciderebbero una torma di elefanti che caricano.
Cercherò di rispondere realisticamente.
Io rispetto tutti gli oratori e cerco sempre di discernere il vero dal meno vero...tavolta cado nella prima impressione. Prima di dire che sono tutte fesserie è bene leggere.
Ti consiglio di leggere il Rapporto Caio per avere qualche notizia in più e tanti numeri per farti un quadro preciso della situazione. Sei libera di non condividere le proposte, ma non puoi negare i numeri di un atto pubblico. A pag. 37 c'è una simpatica piantina che ci dice quale è la situazione italiana per accedere ad Internet, le possibilità ci sono per lo 88% delle persone che hanno una linea telefonica, peccato che il 75% delle famiglie italiane non ha interesse a Internet.
Volendo seguire il tuo esempio "ginnico" direi che esistono un buon numero di palestre abbastanza attrezzate ed esistono un buon numero di pigroni che non hanno interesse ad andarci.
E' nato prima l'uovo o la gallina....questo il problema.
Come mi sembra di aver detto esiste sicuramente il digital divide, ma probabilmente è più culturale che di "pezzi di ferro".
Hai ragione che anche la scuola dovrebbe fare la sua parte, ma non basta perchè i giovani hanno imparato ad andare in rete prima di saper leggere e scrivere. In Italia esiste tutta una fascia tra i 30 ed i 60 anni, tutta popolazione attiva, che sa molto poco e confonde Internet con Facebook e quando vede una parola che inizia con e-, salta alla pagina successiva.
Se noi continuiamo a diffondere il messaggio errato che in Italia non si può andare su Internet otteniamo semplicemente il risultato che gli "internet ignoranti" pensino che questa attività è solo una perdita di tempo irta di difficoltà.
Iniziamo noi tutti che abbiamo la capacità di usare Internet a facilitare la vita agli altri
Non impediamo a 99 persone di apprendere perchè lo sfortunato centesimo non ha la possibilità.
No fermiamoci con mille "si, ma..", non spacchamo il capello in mille ed una parte.
Cominciamo ad usare quello che possiamo, la politica risponde sempre dove c'è la domanda, perchè il politico pensa che ogni risposta data è un voto in più per lui.
Un famoso asino di Buridano morì di fame perchè, volendo fare la scelta migliore, ragionava, calcolava, .....e contemporaneamente deperiva.
Infine riguardo gli eventi pubblici, non so dare la soluzione 100% per trovarli.  Come ben sai su Internet le notizie circolano e .. le cose si trovano.
Scusa Donatella se talvolta la penna polemica ha preso la mano della penna realistica, come avevo promesso all'inizio.
Attilio A. Romita</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento dell&#8217;amica (posso permettermi) Donatella inizia con un fraternamente, ma prosegue con una serie di sciabolate che ucciderebbero una torma di elefanti che caricano.<br />
Cercherò di rispondere realisticamente.<br />
Io rispetto tutti gli oratori e cerco sempre di discernere il vero dal meno vero&#8230;tavolta cado nella prima impressione. Prima di dire che sono tutte fesserie è bene leggere.<br />
Ti consiglio di leggere il Rapporto Caio per avere qualche notizia in più e tanti numeri per farti un quadro preciso della situazione. Sei libera di non condividere le proposte, ma non puoi negare i numeri di un atto pubblico. A pag. 37 c&#8217;è una simpatica piantina che ci dice quale è la situazione italiana per accedere ad Internet, le possibilità ci sono per lo 88% delle persone che hanno una linea telefonica, peccato che il 75% delle famiglie italiane non ha interesse a Internet.<br />
Volendo seguire il tuo esempio &#8220;ginnico&#8221; direi che esistono un buon numero di palestre abbastanza attrezzate ed esistono un buon numero di pigroni che non hanno interesse ad andarci.<br />
E&#8217; nato prima l&#8217;uovo o la gallina&#8230;.questo il problema.<br />
Come mi sembra di aver detto esiste sicuramente il digital divide, ma probabilmente è più culturale che di &#8220;pezzi di ferro&#8221;.<br />
Hai ragione che anche la scuola dovrebbe fare la sua parte, ma non basta perchè i giovani hanno imparato ad andare in rete prima di saper leggere e scrivere. In Italia esiste tutta una fascia tra i 30 ed i 60 anni, tutta popolazione attiva, che sa molto poco e confonde Internet con Facebook e quando vede una parola che inizia con e-, salta alla pagina successiva.<br />
Se noi continuiamo a diffondere il messaggio errato che in Italia non si può andare su Internet otteniamo semplicemente il risultato che gli &#8220;internet ignoranti&#8221; pensino che questa attività è solo una perdita di tempo irta di difficoltà.<br />
Iniziamo noi tutti che abbiamo la capacità di usare Internet a facilitare la vita agli altri<br />
Non impediamo a 99 persone di apprendere perchè lo sfortunato centesimo non ha la possibilità.<br />
No fermiamoci con mille &#8220;si, ma..&#8221;, non spacchamo il capello in mille ed una parte.<br />
Cominciamo ad usare quello che possiamo, la politica risponde sempre dove c&#8217;è la domanda, perchè il politico pensa che ogni risposta data è un voto in più per lui.<br />
Un famoso asino di Buridano morì di fame perchè, volendo fare la scelta migliore, ragionava, calcolava, &#8230;..e contemporaneamente deperiva.<br />
Infine riguardo gli eventi pubblici, non so dare la soluzione 100% per trovarli.  Come ben sai su Internet le notizie circolano e .. le cose si trovano.<br />
Scusa Donatella se talvolta la penna polemica ha preso la mano della penna realistica, come avevo promesso all&#8217;inizio.<br />
Attilio A. Romita</p>
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		<title>Di: donatella cambosu</title>
		<link>http://www.amointernet.it/blog/italia-in-rete-a-margine-di-un-incontro.html/comment-page-1#comment-226</link>
		<dc:creator>donatella cambosu</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 08:29:05 +0000</pubDate>
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		<description>fraternamente ti dico: non bisogna aspettare "gli eventi" per venire a conoscenza di queste cose, anche perchè molto spesso, in  questi eventi, si dicono un sacco di fesserie.

ognuno dei relatori che hai segnalato ha un suo motivo per dire le cose come sta bene a lui, per tirare acqua al proprio mulino, ma basta guardare un pò oltre il proprio pezzo di cortile per vedere quanto è ancora drammaticamente presente nel nostro paese il divario digitale! 

per una serie di motivi:  scelte politiche, scelte industriali, mercato, ignoranza

riguardo a quest'ultimo aspetto dici bene quando affermi che è necessario far conoscenere internet e puntare sulla cultura della rete: ma ti sembra possibile fare questo senza aver accesso materiale alla rete?
pensi si possa fare ginnastica senza fare movimento?

internet non è qualcosa che puoi studiare solo teoricamente, lo devi usare!

premettendo che tecnicamente la fibra ottica rimane la soluzione che offre la banda "migliore" come qualità e quantità, hai pensato a quanto tempo ci vuole per portare ovunque la fibra? pensi che ci sia qualche impresa disposta a portarla anche nei piccoli paesi fuori mano di cui è costellata l' Italia? 
allora il Wi-max: hai seguito la gara per l'assegnazione delle frequenze dalla quale si sono alla fine ritirati tutti i principali player? hai idea di quanto costi?

ci sono un sacco di interessi economici in gioco, i quali come tutti noi sappiamo, sono quelli che indirizzano le scelte, anche le politiche purtroppo, non il bene dei cittadini. la vera soluzione è un mix di soluzioni, ci sarebbero un sacco di tecnologiche intermedie (vedi reti wi-fi mesh, ad es.) più economiche, veloci da implementare, di qualità non eccezionale in senso assoluto ma comunque veloci a sufficienza da fare tutto quello che c'è da fare su internet e che permetterebbero a tante persone di cominciare a vivere il web, in attesa o in sostituzione della fibra o wimax.

per riportarmi alle tue affermazioni in apertura del post:

la pacatezza di Gentiloni la trovo emblematica della mancanza di percezione del problema, perchè ci sarebbe da essere incazzati, ma tanto, su questo fronte.

lasciare intere aree del Paese oggi senza banda, equivale a lasciarli senza scuola o acqua o energia elettrica.

...La proposta operativa è stata di fissare un target economicamente sostenibile..dici,  ma che cosa vuol dire?
continui...due proposte: facilitare lo e-commerce riducendo l’IVA sulle transazioni on line; spingere la RAI ad una nuova edizione di “Domani non è troppo …per imparare INTERNET..."
ma a che serve l'e-commerce a chi no ha nemmeno l'accesso? fammi capire, dovrebbe essere l'idea teorica dell'e-commerce a trainare la diffusione e l'utilizzo di Internet? Quanto alla Rai poi, nuova edizione di che? programma mai sentito nominare, in ogni caso mi sembra inutile un corso in tv per internet è una contraddizione in termini .. .

ma delle scuola non ha parlato nessuno? di quello che si può fare a scuola?

per concludere, i dati di Decina, li rispetto, ma probabilmente quelli da te citati scontano il difetto di essere dati assemblati,  dove il risultato è una media generale lontana dalla realtà, sono certa che il prof.Decina avrà dati disaggregati che dicono che al nord e nelle aree metropolitane i possessori di computer e gli accessi a internet sono molti di più, mentre in altre aree del centro-sud, nei piccoli comuni montani, nei luoghi remoti del Paese la situazione è molto peggio!

infine: questo evento era pubblico? c'è un link per dare un'occhiata agli interventi?

saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fraternamente ti dico: non bisogna aspettare &#8220;gli eventi&#8221; per venire a conoscenza di queste cose, anche perchè molto spesso, in  questi eventi, si dicono un sacco di fesserie.</p>
<p>ognuno dei relatori che hai segnalato ha un suo motivo per dire le cose come sta bene a lui, per tirare acqua al proprio mulino, ma basta guardare un pò oltre il proprio pezzo di cortile per vedere quanto è ancora drammaticamente presente nel nostro paese il divario digitale! </p>
<p>per una serie di motivi:  scelte politiche, scelte industriali, mercato, ignoranza</p>
<p>riguardo a quest&#8217;ultimo aspetto dici bene quando affermi che è necessario far conoscenere internet e puntare sulla cultura della rete: ma ti sembra possibile fare questo senza aver accesso materiale alla rete?<br />
pensi si possa fare ginnastica senza fare movimento?</p>
<p>internet non è qualcosa che puoi studiare solo teoricamente, lo devi usare!</p>
<p>premettendo che tecnicamente la fibra ottica rimane la soluzione che offre la banda &#8220;migliore&#8221; come qualità e quantità, hai pensato a quanto tempo ci vuole per portare ovunque la fibra? pensi che ci sia qualche impresa disposta a portarla anche nei piccoli paesi fuori mano di cui è costellata l&#8217; Italia?<br />
allora il Wi-max: hai seguito la gara per l&#8217;assegnazione delle frequenze dalla quale si sono alla fine ritirati tutti i principali player? hai idea di quanto costi?</p>
<p>ci sono un sacco di interessi economici in gioco, i quali come tutti noi sappiamo, sono quelli che indirizzano le scelte, anche le politiche purtroppo, non il bene dei cittadini. la vera soluzione è un mix di soluzioni, ci sarebbero un sacco di tecnologiche intermedie (vedi reti wi-fi mesh, ad es.) più economiche, veloci da implementare, di qualità non eccezionale in senso assoluto ma comunque veloci a sufficienza da fare tutto quello che c&#8217;è da fare su internet e che permetterebbero a tante persone di cominciare a vivere il web, in attesa o in sostituzione della fibra o wimax.</p>
<p>per riportarmi alle tue affermazioni in apertura del post:</p>
<p>la pacatezza di Gentiloni la trovo emblematica della mancanza di percezione del problema, perchè ci sarebbe da essere incazzati, ma tanto, su questo fronte.</p>
<p>lasciare intere aree del Paese oggi senza banda, equivale a lasciarli senza scuola o acqua o energia elettrica.</p>
<p>&#8230;La proposta operativa è stata di fissare un target economicamente sostenibile..dici,  ma che cosa vuol dire?<br />
continui&#8230;due proposte: facilitare lo e-commerce riducendo l’IVA sulle transazioni on line; spingere la RAI ad una nuova edizione di “Domani non è troppo …per imparare INTERNET&#8230;&#8221;<br />
ma a che serve l&#8217;e-commerce a chi no ha nemmeno l&#8217;accesso? fammi capire, dovrebbe essere l&#8217;idea teorica dell&#8217;e-commerce a trainare la diffusione e l&#8217;utilizzo di Internet? Quanto alla Rai poi, nuova edizione di che? programma mai sentito nominare, in ogni caso mi sembra inutile un corso in tv per internet è una contraddizione in termini .. .</p>
<p>ma delle scuola non ha parlato nessuno? di quello che si può fare a scuola?</p>
<p>per concludere, i dati di Decina, li rispetto, ma probabilmente quelli da te citati scontano il difetto di essere dati assemblati,  dove il risultato è una media generale lontana dalla realtà, sono certa che il prof.Decina avrà dati disaggregati che dicono che al nord e nelle aree metropolitane i possessori di computer e gli accessi a internet sono molti di più, mentre in altre aree del centro-sud, nei piccoli comuni montani, nei luoghi remoti del Paese la situazione è molto peggio!</p>
<p>infine: questo evento era pubblico? c&#8217;è un link per dare un&#8217;occhiata agli interventi?</p>
<p>saluti</p>
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