Ancora sul convegno di Altroconsumo su Internet, diritto d’autore e libertà di informazione
Ritorno sul convegno del 23 rispetto al quale Attilio Romita ha già qui espresso alcune impressioni “a pelle” in un precedente post.
Nella mia breve introduzione al lungo e intenso convegno ho fortemente auspicato un approccio costruttivo, insomma che non si guardasse più al futuro con gli occhi del passato e durante la mattinata devo dire che è andata proprio così, nel pomeriggio decisamente meno. Quindi, in sostanza, ho avuto impressioni molto simili a quelle di Attilio.
Tuttavia, vorrei anche fare alcune precisazioni: da una parte il clima abbastanza concorde riscontrato nel panel mattutino moderato da Stefano Quintarelli non era da ritenersi scontato e mi sembra già un risultato notevole che tutte le parti interessate sedute al tavolo, pur con alcune differenze di accento, abbiano dimostrato di voler finalmente guardare ad Internet ed al mondo digitale come un’opportunità. Dall’altra, se è vero che nel pomeriggio è andata in onda solo ed esclusivamente la pars destruens la mia impressione è che c’era e ce ne è ancora bisogno. Altroconsumo non ha mai fatto mistero di giudicare molto negativamente sia il disegno di legge Carlucci sia l’emendamento D’Alia in quanto figli di un approccio sbagliato, obsoleto e pericoloso che guarda alla Rete come un pericolo e non come una opportunità (per inciso, ci è toccato anche sentire cose di questo tipo l’altro giorno http://www.youtube.com/watch?v=Xv5bh4fbDkU ) ed è, quindi, anche in tale ottica che si deve inquadrare e leggere il taglio della moderazione prescelto.
Non sorvolerei poi completamente su quanto annunciato, nel corso del panel pomeridiano dall’on.le Palmieri, e cioè l’intenzione della maggioranza di rivedere alla Camera il testo presentato al Senato dal senatore D’Alia, anche questo non era scontato.
Certo, sarebbe stato bello poter andare oltre le diatribe sulle due citate proposte di legge, ma questo è ciò che ci fornisce oggi il parlamento italiano su tali temi. Appare significativo che, mentre a Roma alla Sala delle Colonne si discuteva animatamente su questioni di breve respiro al Parlamento europeo veniva approvato (purtroppo) il prolungamento a 70 anni dei diritti di interpreti e esecutori. Ai primi di maggio, sempre al Parlamento europeo, votano in seconda lettura sul telecom package (quindi neutralità della rete e graduated response, speriamo bene …) qui poi in Italia ci troveremo a implementare, punto. Insomma, se si vuole esercitare una qualche influenza forse conviene concentrarsi su Bruxelles e Strasburgo nei prossimi giorni.
PS: Appena possibile metteremo online il video di tutto il convegno


Ho pensato molto prima di scrivere questo commento, e cercherò di frenare al massimo qualsiasi parola che possa sembrare polemica: non è questo il mio scopo. Siamo perfettamente d’accordo che l’emendamento D’Alia ha una forma non accettabile e debba essere cambiato. Siamo d’accordo che la proosta Carlucci abbia delle caratteristiche estremistiche quanto meno poco accettabili. Ma gli argomenti si combattono con gli argomenti e le provocazioni accendono fuochi di paglia e lasciano tutti un po più “caldi” e fermi sulle loro idee.
Commenti dicendo “quindi, anche in tale ottica che si deve inquadrare e leggere il taglio della moderazione prescelto.” La mia idea, valga quel che valga, è che quel tipo di moderazione “immoderata” ha soltanto scaldato glia animi, ha dimostrato che la on. Carlucci prende fuoco facilmente, ma ha sicuramente impedito che si potesse arrivare ad una qualche conclusione. Chiaramente questa è la mia idea sicuramente perfettibile.
Ovviamente, d’accordo o no, grazie per aver organizzato l’evento: è meglio parlare e non essere d’accordo che tacere lasciando che gli altri decidano per te.
Avremo modo di incontrarci in qualche nuovo evento e magari potremo riprendere il discorso.
con grande piacere, ciao
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