Blog

Comments

Internet come la televisione in Italia?

2010 febbraio 25
by davidorban

Ha causato una vera costernazione in tutto il mondo che segue Internet la condanna in primo grado per violazione della privacy di tre dirigenti Google da parte del giudice Oscar Magi del Tribunale di Milano. La sentenza dovrà essere ancora letta e interpretata per le sue motivazioni.

Ma dato che sembrerebbe al momento stabilire la responsabilità penale delle persone appartenenti alle società internet per i contenuti che gli utilizzatori caricano online sulle piattaforme da queste gestite, se confermata, non potrà che rappresentare un radicale cambiamento nelle politiche di chiunque opera online. Rende di fatto impossibile i modelli attuali e richiede un vaglio preventivo di tutti i contenuti che appaiono online, stabilendo quei criteri di “redazione”, “palinsesto” e “linea editoriale” che sono propri di mezzi diversi dalle piattaforme Internet di oggi.

È il diritto di una società scegliere dove ritrova il giusto equilibrio tra l’utilizzo di nuovi mezzi e il rispetto di valori, necessità e metodi che si confrontano con questi. Nel momento in cui lo si fa in modo coerente, ampio e condiviso, persino la rinuncia ai nuovi mezzi può essere una scelta comune, democratica. Ci sono gruppi che questa scelta la applicano ampiamente.

L’Italia si rende conto che sta scegliendo di rinunciare ad Internet? Preferisce davvero ricevere una programmazione di tipo televisivo, da quello che chiamavamo rete?

SIDE LEADERS - un gruppo per L’Italia che Innova, ma in stile borbonico.

2010 febbraio 19
by Attilio Romita

IL focus del Gruppo SIDELEADERS dal sito www.sideleaders.it:
“Side Leaders è un progetto innovativo che intende accrescere e sviluppare un nuovo ecosistema imprenditoriale, finanziario, didattico e sociale che punti sui migliori giovani talenti italiani dell’innovazione per veicolarne il successo sul mercato locale e globale.
In un Paese in cui fare innovazione è dura, il progetto Side Leaders si pone lungimiranti obiettivi:”
Queste le parole ed ora i fatti quando l’Innovazione è una parola malintesa e l’azione si dimostra “borbonica”.
Mi ero registrato per partecipare all’evento del 19 “Italia che Innova” perchè leggendo l’invito, il programma ed il focus di SIDE LEADERS mi era piaciuto lo stile, le parole, il modo di fare.
All’atto pratico l’organizzazione dell’evento, cioè la facciata pratica delle capacità innovative, ha dimostrato che siamo ancora in epoca borbonica:
• Inizio dell’evento, da programma, ore 16.
• Cancelli chiusi sino alle 16,10.
• Due file per il controllo della registrazione e per la consegna del materiale dove tra l’altro era richiesto un biglietto da visita perchè la registrazione in rete non bastava.
• Suddivisione dei partecipanti in due sale, la sala VIP semivuota alle 16,20 ed il popolo (preregistrato e presente dalle 15,45) in piccionaia.
L’innovazione, secondo me, è capacità di fare, rispetto delle regole, buon uso delle risorse, il tutto applicato ad idee nuove.
Tutta questa capacità di innovazione organizzativa di SIDE LEADER mi ha stupito e …e me ne sono andato.
Attilio A. Romita

Internet per la pace

2009 novembre 19
by davidorban

Internet For Peace

Internet for Peace è il sito che raccoglie le adesioni per la candidatura di Internet e delle persone che l’hanno creata per il Premio Nobel per la Pace 2010. Se sei a Milano il 20 novembre, alle 16.30 si tiene l’annuncio pubblico al Piccolo Teatro Studio (dettagli evento su Facebook).

CARTA ETICA DIGITALE

2009 ottobre 16
by Attilio Romita

Carta Etica Digitale

Sul forum di WWW.INNOVATORI.IT all’indirizoo http://innovatori.ning.com/forum è stata lanciata da Massimo Melica l’inziativa per la redazione di una Carta Etica Digitale che  sarà sottoposta ad una “consultazione pubblica” a Venezia il prossimo 25 ottobre durante il VENEZIACAMP.

Attualmente sul forum è aperta una pubblica consultazione per una miglior definizione del contenuto della carta. (http://innovatori.ning.com/forum/topics/aperta-la-consultazione-sulla)

Errore comune degli utenti di Internet è di tentare un condizionamento della rete basato su ideologie personali e, cosa peggiore, idée commerciali.

Lo scopo dell Carta Etica Digitale è di tracciare una linea di condotta etica da seguire quando  si vuole praticare la “infosfera” cioè la sfera di riferimento del mondo della informazione digitale.

Internet è stata ed è uno strumento capace di fornire uan informazione libera e credibile per tutti quelli che, adottando le appropriate cautele, hanno la possibilità e l’opportunità di informare ed essere informati.

La Carta Etica Digitale vuole essere lo strumento di garanzia e governo degli utenti di Internet.

A tutti è rivolto l’invito di collaborare alla redazione della CET.

 

Emendamento 138: Il Parlamento tradito dai suoi negoziatori

2009 ottobre 14
by davidorban

I negoziati europei sul pacchetto delle telecomunicazioni hanno preso una piega preoccupante per i cittadini che si curano dei diritti e della libertà. La delegazione del Parlamento Europeo è stata tradita dai suoi negoziatori, guidata da Catherine Trautmann (S & D) e Alejo Vidal-Quadras (PPE). In totale contraddizione con il mandato conferito dai loro colleghi, rappresentanti del Parlamento, i negoziatori hanno unilateralmente accettato di lavorare su una proposta del Consiglio della UE, che nega i diritti dei cittadini. Questa proposta pericolosa andrebbe a sostituire l’Emendamento 138, votato due volte dall’88% del Parlamento. L’Emendamento 138 considera la connessione Internet un diritto fondamentale e quindi ne permette la sospensione solamente con una procedura giudiziaria completa.

Leggi maggiori dettagli in inglese su La Quadrature du Net.

INTERNET e CARTA :Un’altra proposta di legge …che si commenta da sola!

2009 settembre 22
by Attilio Romita

Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un disegno di legge a firma degli Onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l’intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i “siti internet aventi natura editoriale” l’attuale disciplina sulla stampa.
Guido Scorsa su Punto Informatico (http://punto-informatico.it/2709918/PI/Commenti/era-una-volta-liberta-informazione-rete.aspx) ha scritto un ampio ed approfondito commento su questa iniziativa che potrebbe produrre effetti “pesanti”.
Vorrei aggiungere qualche riflessione ulteriore.
Il lungo commento di Guido Scorza è quanto di meglio per dimostrare le contraddizioni della proposta Pecorella che è contemporaneamente inapplicabile e pericolosissima.
Inapplicabile perché qualsiasi tentativo di condannare qualcuno porterà ad una causa infinita dove l’avv. Scorza ed i suoi colleghi illustreranno l’innocenza dei loro difesi di fronte ad una legge che dice tutto ed il contrario di tutto.
Pericolosissima, perché proprio per la sua scarsa definizione, lascerà liberi i giudici di interpretare secondo la loro volontà e non secondo la Legge. Si arriverà poi alla Corte di Cassazione che darà la sua interpretazione che dovrebbe essere decisiva. Risultato: anche in questo caso il potere legislativo sarà assegnato agli Amministratori della Giustizia …con buona pace della Costituzione.
Forse più che combattere frontalmente questa proposta, sarebbe utile illustrare pubblicamente ed ad alta voce l’inconsistenza di questi “legislatori” che hanno come modello “l’apprendista stregone” della
favola. (Attilio A. Romita)

Qualche proposta concreta…

2009 settembre 2
by marcopancini

Libertà di espressione, neutralità della rete, accesso alle informazioni e rimozione degli ostacoli alla diffusione della conoscenza sono stati individuati dal gruppo di lavoro del workshop ‘World Wild Web’, organizzato nell’ambito di veDrò, come gli aspetti cruciali per lo sviluppo di Internet in Italia.

Vedrò è un interessante think tank politico, che si propone l’obiettivo ambizioso di pensare l’Italia al futuro.

Si è trattato di un dibattito costruttivo sulle opportunità e i problemi della rete, tanto più perché caratterizzato da interventi di tutti i rappresentanti dell’ecosistema (tra tutti, ricordiamo l’On. Giulia Bongiorno e Max Senges dell’Internet Governance Forum). Io credo molto in questo approccio, soprattutto in un Paese dove fino ad oggi questo dibattito si è svolto più all’interno delle aule dei tribunali ed a botte di disegni di legge.

Riporto in questa pagina i risultati di questa iniziativa, per aprire la discussione ed raccogliere i vostri commenti.

Nuovo rapporto sulla società dell’informazione europea

2009 agosto 19
by davidorban

Marco Pancini scrive sul blog di Google:

Come sta Internet in Europa e in Italia

19 agosto 2009 - ore 10.46

Ho appena finito di leggere un documento molto interessante: si tratta dell’Annual Information Society Report del 2009 realizzato dalla Commissione Europea e pubblicato la settimana scorsa. L’obiettivo delle Istituzioni Europee è favorire la diffusione della larga banda per stimolare l’accesso ad Internet e quindi aiutare lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali. Insomma più soldi per chi produce contenuti digitali e più informazioni e servizi per gli utenti.
I dati sono incoraggianti: con 114 milioni di utenti, l’Europa è il più grande mercato al mondo per la larga banda basata su connessione fissa e più del 90% della popolazione europea ha potenzialmente accesso ad Internet veloce, anche se ancora un terzo dei cittadini europei non è mai stato online.
La situazione è molto meno positiva se si osservano questi dati con un’attenzione particolare per l’Italia.
Il nostro Paese è sotto la media di EU27 per quanto riguarda la penetrazione della larga banda (molto più indietro rispetto a Francia, Inghilterra e Germania) e, nonostante siano stati fatti molti sforzi nell’aumentare la copertura DSL in tutto il territorio nazionale, nelle zone rurali i risultati non sono in linea con i Paesi più avanzati.
La Commissione ha poi fissato un indice che misura la performance della Banda Larga (BPI) prendendo in considerazione vari fattori come la copertura di larga banda nelle zone rurali, il grado di concorrenza del mercato, la velocità media di connessione, i prezzi medi dell’offerta Internet, i servizi a valore aggiunto ed il contesto socio-economico; qui arrivano veramente le note dolenti: purtroppo l’Italia è fra gli ultimi Paesi della Comunità (con dietro solo Romania, Bulgaria, Grecia, Polonia e Cipro) con un BPI di 0,38 (quasi la metà della Francia). Andando un po’ ad indagare sui fattori che causano questa situazione si scopre che questi sono la scarsa concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni, la poca propensione all’utilizzo di Internet per l’e-commerce o l’e-governement e la bassa alfabetizzazione informatica. Insomma sembra proprio che gli Italiani usino poco internet perché non sanno cosa farci: i worst performer in termini di utilizzo di Internet da parte dei propri cittadini nel 2008 sono Romania, Bulgaria, Grecia, Cipro, Italia e Portogallo.
Se non si vuole che questo ritardo diventi una arretratezza che si riflette in modo insanabile sullo sviluppo economico per il nostro Paese, credo che tra i vari importanti temi di policy che le nostre istituzioni dovranno mettere all’ordine del giorno al rientro delle vacanze dovrebbe esserci la governance dello sviluppo delle nuove tecnologie.

Spero che questa attenzione da parte delle istituzioni ci sia e che si manifesti in modo costruttivo!

Circa l’impunità del blogger

2009 luglio 9
by Stefano Quintarelli

(consiglio vivamente l’acquisto del libro “tutta Mafalda” da cui ho tratto questa vignetta che spero, stante la promozione, mi consentiranno di lasciare. diversamente, basta una mail e la togliero’)

AnonimatoProtetto

Assisto sempre un po’ stupefatto alle diatribe circa la presunta assenza di regole dell’Internet.

-

Leggendo opinionisti qua e la’ parrebbe che chi posta su un blog o un forum una cosa illecita non abbia a risponderne in alcun modo. Alcuni chiamano questa presunta facolta’ “liberta’”, altri “anarchia”

Secondo me, sbagliano entrambi.

Questa facoltà è presunta, la verità sta in mezzo; la libertà è un punto di equilibrio che si trova all’intersezione tra la propria e quella altrui. Tutti devono poter esprimersi e ciascuno ha il diritto che venga tutelata la propria reputazione, onore e decoro. (in rete la possibilità di rettifica è generalmente più accessibile che sui mezzi fisici)

-

Leggendo opinionisti qua e la’ parrebbe che chi usa strumenti telematici per commentare o intervenire sia totalmente anonimo. Per alcuni ciò è una facoltà irrinuciabile, per altri è il male assoluto.

Secondo me, sbagliano entrambi.

Questo anonimato è presunto, la verità sta in mezzo; l’anonimato è un punto di equilibrio tra il proprio diritto di espressione e quello della Società di enforcement delle norme. Non si deve essere tutti identificati ma ciascuno deve poter essere identificabile, nei casi e modi previsti dalla legge. (e in rete la possibilità di identificazione è generalmente più concreta che nel mondo fisico)

-

Alcuni (e mi piaono soprattutto i piu’ tecnologhi)  ritengono che, dato che non puo’ esservi un enforcement assoluto nè per una fattispecie, nè per l’altra, nulla possa essere normato. Per alcuni ciò è un bene, per altri è una sciagura.

Secondo me sbagliano entrambi.

Questa impossibilità  è presunta. Nessuna norma consente l’enforcement assoluto, matematico. Ogni strumento puà essere usato per il suo scopo legittimo o per offendere. E in questi casi la legge sanziona i comportamenti deviati.

-

In definitiva, Internet non e’ cosa terza rispetto alla vita, fa parte della vita, e delle sue regole, norme e leggi.

E cio’ era cosi’ anche per Mafalda, anche al telefono, e Quino giustamente ironizzava sul fatto che il pubblico, in larga misura, non lo sapeva.

Uno sciopero rumoroso…

2009 luglio 6

Ho letto sul blog di Vittorio Zambardino di questa bella iniziativa lanciata da un gruppo di blogger italiani.

L’idea è nata, come scritto sulla pagina di ning dell’iniziativa, da blogger e giornalisti-blogger, attraverso uno scambio di telefonate ed e mail, che hanno deciso di agire per dare un segnale forte attraverso la Rete. Gli Usa hanno eletto la prima volta un presidente di colore grazie alla libera condivisione delle informazioni in Internet. Barack Obama ha creduto nella Rete e sta facendo la differenza con un messaggio forte di cambiamento. In Italia, al contrario, una politica “vecchia” vuole impedire la libertà d’informazione attraverso giornali, siti internet e blog. Con leggi ad personam che sono un attacco alla democrazia.

Il problema di cui abbiamo già parlato su questo blog è quello del cosiddetto obbligo di rettifica imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a …. ) dal Disegno di Legge sulle Intercettazioni in questi giorni in discussione al Parlamento. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell’obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto di fatto una nuova legge ammazza-internet. E tutto questo proprio in questi giorni, quando è sotto gli occhi di tutti l’importanza del giornalismo diffuso (basta vedere come ci arrivano buona parte delle notizie dall’Iran).

Se vi va di aderire a questa iniziativa, potete intanto iscrivervi al gruppo su ning: http://dirittoallarete.ning.com/, quindi pubblicare sul vostro blog/pagina personale questo banner ed infine firmare la petizione in cui si propone un emendamento al DDL per salvare i blogger.