Archive for luglio, 2009

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Circa l’impunità del blogger

2009 luglio 9
by Stefano Quintarelli

(consiglio vivamente l’acquisto del libro “tutta Mafalda” da cui ho tratto questa vignetta che spero, stante la promozione, mi consentiranno di lasciare. diversamente, basta una mail e la togliero’)

AnonimatoProtetto

Assisto sempre un po’ stupefatto alle diatribe circa la presunta assenza di regole dell’Internet.

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Leggendo opinionisti qua e la’ parrebbe che chi posta su un blog o un forum una cosa illecita non abbia a risponderne in alcun modo. Alcuni chiamano questa presunta facolta’ “liberta’”, altri “anarchia”

Secondo me, sbagliano entrambi.

Questa facoltà è presunta, la verità sta in mezzo; la libertà è un punto di equilibrio che si trova all’intersezione tra la propria e quella altrui. Tutti devono poter esprimersi e ciascuno ha il diritto che venga tutelata la propria reputazione, onore e decoro. (in rete la possibilità di rettifica è generalmente più accessibile che sui mezzi fisici)

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Leggendo opinionisti qua e la’ parrebbe che chi usa strumenti telematici per commentare o intervenire sia totalmente anonimo. Per alcuni ciò è una facoltà irrinuciabile, per altri è il male assoluto.

Secondo me, sbagliano entrambi.

Questo anonimato è presunto, la verità sta in mezzo; l’anonimato è un punto di equilibrio tra il proprio diritto di espressione e quello della Società di enforcement delle norme. Non si deve essere tutti identificati ma ciascuno deve poter essere identificabile, nei casi e modi previsti dalla legge. (e in rete la possibilità di identificazione è generalmente più concreta che nel mondo fisico)

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Alcuni (e mi piaono soprattutto i piu’ tecnologhi)  ritengono che, dato che non puo’ esservi un enforcement assoluto nè per una fattispecie, nè per l’altra, nulla possa essere normato. Per alcuni ciò è un bene, per altri è una sciagura.

Secondo me sbagliano entrambi.

Questa impossibilità  è presunta. Nessuna norma consente l’enforcement assoluto, matematico. Ogni strumento puà essere usato per il suo scopo legittimo o per offendere. E in questi casi la legge sanziona i comportamenti deviati.

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In definitiva, Internet non e’ cosa terza rispetto alla vita, fa parte della vita, e delle sue regole, norme e leggi.

E cio’ era cosi’ anche per Mafalda, anche al telefono, e Quino giustamente ironizzava sul fatto che il pubblico, in larga misura, non lo sapeva.

Uno sciopero rumoroso…

2009 luglio 6

Ho letto sul blog di Vittorio Zambardino di questa bella iniziativa lanciata da un gruppo di blogger italiani.

L’idea è nata, come scritto sulla pagina di ning dell’iniziativa, da blogger e giornalisti-blogger, attraverso uno scambio di telefonate ed e mail, che hanno deciso di agire per dare un segnale forte attraverso la Rete. Gli Usa hanno eletto la prima volta un presidente di colore grazie alla libera condivisione delle informazioni in Internet. Barack Obama ha creduto nella Rete e sta facendo la differenza con un messaggio forte di cambiamento. In Italia, al contrario, una politica “vecchia” vuole impedire la libertà d’informazione attraverso giornali, siti internet e blog. Con leggi ad personam che sono un attacco alla democrazia.

Il problema di cui abbiamo già parlato su questo blog è quello del cosiddetto obbligo di rettifica imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a …. ) dal Disegno di Legge sulle Intercettazioni in questi giorni in discussione al Parlamento. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell’obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto di fatto una nuova legge ammazza-internet. E tutto questo proprio in questi giorni, quando è sotto gli occhi di tutti l’importanza del giornalismo diffuso (basta vedere come ci arrivano buona parte delle notizie dall’Iran).

Se vi va di aderire a questa iniziativa, potete intanto iscrivervi al gruppo su ning: http://dirittoallarete.ning.com/, quindi pubblicare sul vostro blog/pagina personale questo banner ed infine firmare la petizione in cui si propone un emendamento al DDL per salvare i blogger.


L’oblio digitale?

2009 luglio 1
by davidorban

image by Namlhots

La nuova proposta di legge sul diritto all’oblio su internet al momento non ha raccolto consensi dal mondo online. Ne parla per esempio Guido Scorza in due post “Una legge contro la memoria lunga della Rete” e “Vietato ricordare: il dibattito è aperto“.

È curioso che il mondo digitale possa apparire così forte e minaccioso, mentre rispetto alle precedenti forme di conservazione della conoscenza soffre di una grande fragilità e temporaneità. Guardando la proposta di legge, sembra che a spaventare sia soprattutto l’efficenza e lo spirito egualitario della rete. Vengono descritte infatti in modo molto generico “allorché sussista un meritevole interesse pubblico”, “purché risulti un oggettivo e rilevante interesse pubblico” le eccezioni alle prescrizioni della legge. Inapplicabili e arbitrarie, come quelle che regolano la legislazione sulla trasparenza degli atti amministrativi che vede in Italia accolte poche decine di domande all’anno, rispetto alle centinaia di migliai nei paesi dove il cittandino non deve giustificare perché vuole sapere che cosa l’amministratore fa. Analogamente, con questa proposta si rischia di istituire classi diverse di persone che utilizzano la rete, e che possono accedere alle informazioni, in base ad un sistema di permessi.