(consiglio vivamente l’acquisto del libro “tutta Mafalda” da cui ho tratto questa vignetta che spero, stante la promozione, mi consentiranno di lasciare. diversamente, basta una mail e la togliero’)

Assisto sempre un po’ stupefatto alle diatribe circa la presunta assenza di regole dell’Internet.
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Leggendo opinionisti qua e la’ parrebbe che chi posta su un blog o un forum una cosa illecita non abbia a risponderne in alcun modo. Alcuni chiamano questa presunta facolta’ “liberta’”, altri “anarchia”
Secondo me, sbagliano entrambi.
Questa facoltà è presunta, la verità sta in mezzo; la libertà è un punto di equilibrio che si trova all’intersezione tra la propria e quella altrui. Tutti devono poter esprimersi e ciascuno ha il diritto che venga tutelata la propria reputazione, onore e decoro. (in rete la possibilità di rettifica è generalmente più accessibile che sui mezzi fisici)
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Leggendo opinionisti qua e la’ parrebbe che chi usa strumenti telematici per commentare o intervenire sia totalmente anonimo. Per alcuni ciò è una facoltà irrinuciabile, per altri è il male assoluto.
Secondo me, sbagliano entrambi.
Questo anonimato è presunto, la verità sta in mezzo; l’anonimato è un punto di equilibrio tra il proprio diritto di espressione e quello della Società di enforcement delle norme. Non si deve essere tutti identificati ma ciascuno deve poter essere identificabile, nei casi e modi previsti dalla legge. (e in rete la possibilità di identificazione è generalmente più concreta che nel mondo fisico)
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Alcuni (e mi piaono soprattutto i piu’ tecnologhi) ritengono che, dato che non puo’ esservi un enforcement assoluto nè per una fattispecie, nè per l’altra, nulla possa essere normato. Per alcuni ciò è un bene, per altri è una sciagura.
Secondo me sbagliano entrambi.
Questa impossibilità è presunta. Nessuna norma consente l’enforcement assoluto, matematico. Ogni strumento puà essere usato per il suo scopo legittimo o per offendere. E in questi casi la legge sanziona i comportamenti deviati.
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In definitiva, Internet non e’ cosa terza rispetto alla vita, fa parte della vita, e delle sue regole, norme e leggi.
E cio’ era cosi’ anche per Mafalda, anche al telefono, e Quino giustamente ironizzava sul fatto che il pubblico, in larga misura, non lo sapeva.